“Se c’è una cosa di cui l’Italia ha bisogno sono gli immigrati. Ce ne vogliono ancora, di più. Molti di più rispetto a quelli che abbiamo e che stiamo accogliendo. Se non arrivassero i migranti, per l’Italia, sarebbe un vero disastro. Un paese il cui tasso di natalità non era tanto basso dal 1861 e la cui età media sta crescendo vertiginosamente necessita di giovani. E, l’unico modo per averli, è sperare che arrivino da altrove. Dal mare, ne stanno giungendo molti. Non (ancora) abbastanza ma il flusso è destinato a continuare. Per anni. Per decenni.” Sapete chi ha il coraggio di fare tali affermazioni? La Cisl, la Confederazione Italiana, e sottolineo italiana, Sindacati e Lavoratori, quelli insomma che dovrebbero difendere i lavoratori italiani. Lo hanno detto nel corso di un convegno a Vittorio Veneto, dove erano presenti, ovviamente, anche associazioni che si occupano di accoglienza e Caritas.

Altra follia: “I profughi non portano criminalità, anzi, il profugo ci serve per produrre lavoro e almeno per questo dobbiamo accoglierlo”. Una follia detta questa volta dal segretario Polizia Siulp, altro sindacato che dovrebbe difendere i poliziotti italiani. “Non è assolutamente vero – secondo il sindacato – che i profughi sono più criminali degli italiani, è una falsa credenza e una strumentalizzazione dei fatti.”

Dopo aver letto tali idiozie, da far venire il mal di pancia, sbirciando tra le pagine di internet trovo i conti di un consorzio che si occupa di gestione dell’accoglienza. Questo consorzio, che si chiama Sviluppo e Innovazione e che ha vinto l’appalto con la prefettura di Belluno, dice che riceve 32 euro al giorno per migrante: 5.5 li spende per l’affitto, 5 per i pasti, 3 per i vestiti e i generi di prima necessità, 12 per il personale (operatori, mediatori, psicologi), 2.5 per il pocket money destinato ai ragazzi, 4 per costi generali di gestione dell’intero sistema. Grazie ai profughi, a Belluno sono stati assunti una decina di giovani a tempo indeterminato e viene dato lavoro a 16 operatori, a 2 mediatori culturali, a 2 psicologi.

La domanda sorge spontanea: 32 euro al giorno impiegati praticamente per sostenere tutte le spese, ma il consorzio dunque come vive? Chi lo gestisce lavora gratis? Soliti conti che non tornano.