“La sicurezza, è quello che abbiamo sempre auspicato, dovrebbe essere patrimonio di tutti e non avere colore politico, ma puntualmente questo nostro auspicio viene infranto, seppur con toni e modalità diverse. Se per la sinistra va sempre e comunque tutto bene e mai e poi mai bisogna anche solo accennare al tema, anche per il centro destra assistiamo talvolta a dei distinguo che faccio fatica a capire.” Così ha affermato l’assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti, in risposta all’intervista del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, apparsa ieri su un quotidiano locale.
“Trieste città sicura, qua mica rubano i Rolex” è una frase che, per quanto possa sforzarmi, non posso capire. Non la capisco perché non ha senso e perché è profondamente sbagliata e pericolosa. Premesso che non conosco il tasso di furti di Rolex a Trieste, questo dato presupporrebbe un confronto con altre città, ciò che ho sempre voluto evitare.
A me, alla Lega, non interessa andare a guardare in casa d’altri per consolarmi del fatto che altrove rubino più Rolex o commettano più scippi, a me interessa quel che sente e vuole il cittadino, un cittadino che ha ereditato dai propri genitori e nonni una città sicura e percepita sicura.
Compito di un buon amministratore – ha detto Roberti – non è andare a guardare le statistiche per consolarsi del fatto che altrove si sta peggio, avventurandosi ad una rincorsa verso il basso, ma dare risposte alla propria comunità lavorando affinché di reati proprio non ce ne siano più.
Utopistico? Certo, ma più che accusare di cavalcare paure chi si è sempre dimostrato leale e collaborativo, un amministratore è al meglio che dovrebbe ambire su questo tema come sul tema del lavoro, delle imprese, del sociale, dell’immigrazione.
Non so se questo significhi automaticamente essere definiti estremisti – ha concluso – ma so che se a questo serve la presenza della Lega nella maggioranza, vuol dire che di Lega in maggioranza non ce ne sarà mai abbastanza.”