Il 19 giugno il Comune cambia amministrazione, quella stessa che in campagna elettorale promette di ridiscutere i rapporti con Ics e Caritas per la gestione dei profughi. Passa neanche un mese e il nuovo Prefetto prende in mano la questione e sceglie di “omologare” Trieste ad altre città italiane, gestendo in toto la convenzione con Ics e Caritas, che continueranno a gestire immigrati grazie a un bando che prevede 5 milioni di euro fino a dicembre. Il Comune viene quindi escluso a partire proprio da oggi, primo agosto. Guarda caso “l’omologazione” arriva subito dopo il cambio di giunta. Questo però non significa che le due realtà si sentano autorizzate a snobbare l’invito di una commissione consigliare, inviando due lettere, stranamente identiche (stesse parole), con le quali si rendono indisponibili a rispondere ad una rappresentanza di consiglieri, di maggioranza e opposizione. Si chiedeva un censimento e una mappatura degli stabili per sapere quanti immigrati ci sono per ogni rione della città. Risposta di poche righe di Caritas e Ics che invitano a reperire i dati in Prefettura.

Non mi meraviglia il comportamento di Ics, che reputo comunque scandaloso, forte di un bando che gli permette di continuare a gestire strutture, appartamenti, servizi mensa e altre attività, per altri 1000 potenziali arrivi, grazie anche all’appoggio di Prefettura e Regione, in cui trova evidentemente alleati di parte. Ma avviso Ics che la “scadenza” del 2018 è vicina e con il cambio di amministrazione finirà la pacchia di una Regione e di un governo amico. Per il momento Schiavone “stia sereno”, ma difficilmente, vista anche la non disponibilità a rispondere alle richieste di una commissione, potrà contare su ulteriori fondi del bilancio comunale e men che meno su immobili di proprietà comunale. E sottolineo anche la mancanza di trasparenza, visto che chi gestisce tanti soldi dei contribuenti, dovrebbe spontaneamente rendere pubblici i dati richiesti, ma anche come viene speso ogni singolo euro. Dati che invece, sul sito dell’Ics, non solo mancano, ma anche l’unico link che fa riferimento ai dati di accoglienza fino ad aprile 2016, stranamente non funziona.

Resto invece delusa e amareggiata dal comportamento della Caritas, visto che Don Amodeo mi sembrava una persona disponibile al dialogo. Se questo è il comportamento delle due maggiori realtà operanti nel settore immigrazione a Trieste, quale confronto ed apertura si posso ora aspettare dal Comune? E poi, mi pare logico pensare che al rifiuto della richiesta di un censimento, si voglia nascondere qualcosa di poco chiaro e trasparente.