C’è poco da fare. Hanno ancora il boccone amaro del 4 marzo sullo stomaco e non riescono in nessun modo a digerirlo. E quando non hai altri argomenti se non denigrare l’avversario, ti prepari inevitabilmente ad una nuova sconfitta. Basta leggere gli ultimi post del candidato del PD, che però si sbarazza di tutti i simboli di sinistra, uno più triste dell’altro, per capire che i programmi passano ora in secondo piano per dar sfogo a fantomatiche paure che dovrebbero allarmare gli elettori. E dunque, dovesse diventare governatore il “barbaro” Fedriga, ecco all’orizzonte la prospettiva di un’autonomia sgretolata e rasa al suolo da uno squadrone di Unni; ecco pronta una vagonata di fake news che non tardano a diventare inesorabili gaffe fino al povero Friuli sottomesso al potente Veneto. Ma badate bene, proprio di Friuli parla Bolzonello, e non di quel Friuli Venezia Giulia, il cui nome e identità ha strenuamente difeso la sua ex governatrice in tutti i convegni e salotti televisivi. Non è un caso infatti che sotto il mitico post con la foto “Patrie dal Friul” gli insulti si sprecano tanto che un utente, in tono pacato scrive “…invece che valorizzare le specificità delle diverse tradizioni e culture della regione, lei continua a creare attriti ed antagonismi dannosissimi.”

Però, quando ti sale la pressione perché vedi il tuo competitor che, con il sorriso, stringe mani ai cittadini, la fretta di demonizzare la solita Lega razzista e cattiva non può che farti partorire l’ennesima gaffe, stavolta pubblicata in bella evidenza sul Messaggero Veneto che, a colpo d’occhio, sa tanto di necrologio. “Salvini vuole la grande macroregione del Nord – si legge nel comunicato del candidato presidente del centrosinistra -: giù le mani dall’Autonomia del Fvg. No sotàns di un veneto e di un triestino (cioè non sottomessi ad un veneto e ad un triestino).” Parole chiare – scrive il quotidiano –  ma certamente non politicamente corrette, specialmente se “messe in bocca” a chi si candida a diventare presidente di tutta la Regione e dunque anche dell’area di Trieste. Così, in breve, arriva la rettifica. Il sottotitolo diventa: “Salvini vuole la grande macroregione del Nord: giù le mani dall’autonomia del Fvg. No sotàns di un veneto e di un lombardo” e nel testo si specifica che il riferimento non è più anche a Fedriga ma a Zaia e Fontana”. Sarà difficile prima del 29 aprile non assistere ad altre gaffe del candidato di centrosinistra, perché ce la stanno mettendo davvero tutta, come il proliferare di finte pagine Facebook che riempiono post di fake news sul candidato della Lega, inesorabilmente sgamate dagli utenti che, evidentemente, tanto fessi non sono. E intanto scrive Fedriga, che nel frattempo gira per i paesi e i mercati tra la gente, “io rispondo con un sorriso e guardando al futuro del Friuli Venezia Giulia, al futuro della mia gente. Grazie a tutti per la grande voglia di cambiamento che state dimostrando.” Fair play.