Arriverà in Senato il 23 ottobre.  Non è un testo definitivo perchè potrebbe subire modifiche durante l’iter di approvazione, ma è un primo passo. Andiamo a vedere quali sono (per ora) le novità. Innanzitutto entra nell’ordinamento la “presunzione di legittima difesa“, che sarà riconosciuta per chi, in casa o nella propria azienda, agisca per difendersi dagli sconosciuti che cercano di entrare, con violenza, minaccia di usare armi o con altri mezzi di coazione fisica. C’è una bella differenza con la legge attuale perchè al momento è quasi sempre il giudice a decidere se far pendere la bilancia dalla parte del ladro o dalla parte di chi ha aperto il fuoco.

Con la nuova legge si prevede nei casi di violazione di domicilio che agisca “semprein stato di legittima difesa colui che “compie un atto per respingere l’intrusione con violenza, minaccia di uso di armi e di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”. Questo dovrebbe permettere appunto di ridurre le interpretazioni giuridiche nei processi. Nei casi citati qui sopra, se la persona che si difende usa un’arma legittimamente detenuta o un altro mezzo idoneo a difendersi, allora è previsto che sussista sempre il rapporto di proporzione tra difesa e offesa “se taluno legittimamente presente nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità e i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione”.

Il testo prevede inoltre che “la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito” contro chi approfitta delle “circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa” o se in stato “di grave turbamento”, derivante “dalla situazione di pericolo in atto”. Dunque, non sarà necessaria la minaccia vera e propria di un’arma.

E’ previsto anche un aumento delle pene per chi viola il domicilio; se prima il Codice penale prevedeva una pena da sei mesi a tre anni di carcere, col nuovo testo il minimo sarebbe di un anno e il massimo di cinque. Che con l’aggravante diventerebbero sei. Infine, la nuova ipotesi di pena per il furto in casa e il furto con strappo prevede un minimo di quattro e un massimo di sette anni di carcere invece che da tre a sei.