progetti per il futuro | monicacanciani.it

La mia attività politica da consigliere comunale comprende metà legislatura, perché il mio ingresso in Comune è coinciso con i cambiamenti dovuti alle elezioni regionali. Materialmente il tempo per poter realizzare eventi e progetti di una certa complessità era davvero poco e la pandemia di Coronavirus ha fatto il resto, bloccando di fatto ogni iniziativa. Ma le idee non mi sono mai mancate, anche grazie all’attenzione posta sul territorio e all’ascolto delle proposte dei cittadini. Proposte che non richiedono spese ingenti e che in parte sono già state discusse in varie sedi e con varie persone. Per questo vi rendo partecipi di alcuni progetti per Trieste che mi piacerebbe veder concretizzati prossimamente: un cimitero per gli animali, un grande spettacolo sportivo, un impianto “ad hoc” in teatri e grandi strutture per i sordi e un progetto per aiutare il piccolo commercio, specialmente quello delle periferie.

Perdere un animale che faceva parte della famiglia è una tragedia. Un dolore che ho provato più volte nella vita e che ti lascia il segno.

Speravo non arrivasse mai quel giorno, ma quando mi hanno detto che per la mia coniglietta Whisky non c’era più nulla da fare ho dovuto prendere una decisione difficile, crudele, forse ingiusta perché pensavo di non aver fatto abbastanza e di dover ancora passare del tempo per ringraziarla dell’infinito amore e coccole che ci ha donato. Era solo un coniglio, ma ci considerava la sua famiglia e ho vissuto tanti mesi con il rimorso che si fosse sentita abbandonata. Penso che queste siano sensazioni comuni a chi convive tanti anni con un animale. Il momento più difficile però viene dopo. Cosa fare per dare una degna sepoltura e rendere vivo il ricordo del nostro piccolo amico?

Quando arriva l’ora, chi ha la fortuna di possedere un giardino o un terreno privato può sotterrare il proprio animale. Lo può fare anche in aree individuate allo scopo ma solo qualora sia stato escluso e certificato qualsiasi pericolo di malattie infettive trasmissibili agli uomini ed agli animali. Chi invece non ha questa possibilità (seppellire un animale in luoghi non autorizzati è da denuncia penale!) deve per forza usufruire di ditte specializzate che offrono servizi di cremazione. L’ho fatto anch’io e ho riscontrato molta umanità, comprensione del dolore e accuratezza del servizio. Però, una società civile che ama e rispetta l’animale d’affezione e tanto più le nostre istituzioni dovrebbero anche provvedere ad uno spazio autorizzato e sicuro riservato alla sepoltura dei nostri piccoli amici.

Per questo motivo già diversi anni fa sono stata la prima a richiedere al Comune di individuare un’area per un cimitero degli animali. Ma a causa di problematiche e difficoltà di gestione il progetto non è stato preso in considerazione. Non esiste una legge italiana a livello nazionale che regoli la materia in questione, però in FVG c’è una legge regionale (n.26, del 12 dicembre 2006) che, al fine di assicurare la continuità del rapporto affettivo tra i proprietari e i loro animali deceduti disciplina le modalità per l’attivazione e il funzionamento di cimiteri per animali d’affezione e c’è anche il regolamento del Comune di Trieste per la tutela ed il benessere degli animali (art. 49 e 50) che prevede tutte le caratteristiche per costruire tale cimitero. Direi quindi che si tratta solo di una volontà politica che nella prossima legislatura dovrà tener conto, e me ne farò portavoce, delle esigenze dei proprietari di animali d’affezione e del rispetto dei sentimenti di chi ci ha amato ed è stato fedele per tutta la sua vita.

La nostra città vanta un elenco di atleti che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’agonismo, portando in alto il nome di Trieste. Dalla vela alla pallacanestro, da canottaggio al nuoto, al pattinaggio artistico.

Una delle prime idee, appena entrata in Comune, è stata quella di poter unire i grandi nomi dello sport per realizzare un grande evento. Rimanendo con i piedi per terra, perché sognando si fa presto a volare, avevo pensato al pattinaggio artistico. Mi erano subito venuti in mente atleti come Sandro Guerra, Samo Kokorovec o Silvia Stibilj, solo per citarne alcuni, che hanno fatto grande questo sport, troppo spesso sottovalutato dal grande pubblico. I primi contatti li ho già avuti con alcune associazioni sportive e anche dei preventivi da presentare all’assessorato di riferimento. Purtroppo il Covid ha bloccato anche questa iniziativa, ma l’argomento tornerà nuovamente d’attualità.

Il progetto è piuttosto semplice e non richiede un grosso sforzo economico per le casse del Comune, dando comunque prestigio e il giusto riconoscimento al mondo del pattinaggio artistico. Si tratta di realizzare una grande pista di pattinaggio in Piazza Unità che per una serata diventa l’impianto sportivo di coreografie per i nostri atleti, dai più piccoli ai grandi campioni che offrirebbero dunque un grande spettacolo a Trieste, magari anche stimolando e avvicinando giovani promesse a questo bellissimo sport. Questa l’idea di base, ma che ha le potenzialità per essere maggiormente sviluppata a vantaggio anche di altri sport a rotelle.

Ci sono tante forme di disabilità, più o meno gravi, ma tutte con il comune denominatore di rendere difficile e complicata la gestione dell’attività quotidiana. Il tema della disabilità è molto complesso: ci sono persone che comprendono e aiutano concretamente perchè di questo mondo ne fanno parte e altre, la cui comprensione si limita alle parole, specialmente in pubblico, per poi dimenticarsi delle sofferenze altrui. Io, essendo una persona che conosce bene le problematiche dei sordi, ho deciso di fare la mia parte e dare un contributo con un progetto che ho già sviluppato da tempo con l’aiuto di un professore esperto in materia, per rendere migliore la vita di chi ogni giorno deve fare i conti con la sordità.

Portare gli apparecchi acustici non è sinonimo di ascolto perfetto, perché dipende molto dal tipo di sordità. Gli ultimi modelli sono sicuramente performanti (e costosi) e offrono molte regolazioni in base al tipo di ambiente e ai rumori che ci sono attorno e tra le caratteristiche vantano anche la tecnologia del bluetooth che permette all’apparecchio stesso di interfacciarsi con altri dispositivi, come ad esempio un telefono, ma anche un normale impianto audio. Da qui nasce l’idea di portare questa esperienza anche nei teatri o nelle sale adibite a convegni od eventi. Spesso, questi ambienti, pur avendo un’ottima acustica per i normali spettatori, sono molto problematici per i sordi che, con tutte le protesi, non riescono a comprendere i suoni o le parole, magari a causa dei rimbombi o del riverbero, provocando disagi e costringendo le persone disabili a rinunciare allo spettacolo.

Per questo motivo ho contattato un professore che ha messo a punto un sistema, anche poco costoso, che consente a chi ha problemi di udito ed è portatore di apparecchi acustici o impianto cocleare, l’ascolto “pulito” direttamente nella propria protesi acustica del segnale audio trasmesso in sala. Una tecnologia molto utilizzata in buona parte del mondo, ma ancora poco diffusa nel nostro Paese. Il progetto ce l’ho già in mano e ne ho già parlato sia con l’assessore che con l’Associazione dei Sordi che si è dimostrata molto interessata, conoscendo bene il problema in questione.

Dedicare un evento pubblico al piccolo commercio penso che potrebbe essere il volano per promuovere le nostre realtà imprenditoriali, in modo spettacolare e divertente. Un’idea che ho già presentato a diverse attività triestine nel corso delle mie visite e che è stata fin da da subito recepita con entusiasmo. L’ascolto, fondamentale, delle problematiche che ogni giorno devono affrontare i nostri commercianti mi ha fatto capire la difficoltà del piccolo negozio, soprattutto di periferia che difficilmente può sfruttare la visibilità offerta da un evento che si svolge in centro città. E allora come fare per coinvolgere tutti? Si potrebbe organizzare un evento per ogni singolo rione, ma sarebbe troppo dispersivo e riguarderebbe solo una parte della città. L’idea invece è quella di rendere protagonisti i piccoli negozi periferici di un evento pubblico in una location centrale, come potrebbe essere le Rive, Porto Vecchio, il Salone degli Incanti o Molo Audace, per fare qualche esempio.

Nasce così il progetto di una sfilata di moda tutta triestina, animata da “modelli e modelle per caso”, non professionisti, ma clienti, amici, parenti coinvolti direttamente dai negozi di abbigliamento (ma anche di accessori) che si mettono in gioco presentando direttamente i loro abiti al grande pubblico. Una sfilata diversa dal solito, simpatica e divertente a cui possono partecipare tutti e che permetterebbe ai piccoli negozi di periferia di farsi conoscere sfruttando sia l’evento pubblico, trasmesso anche in diretta streaming, sia una location centrale. Tutti i commercianti che ho coinvolto hanno detto che parteciperebbero molto volentieri a questa iniziativa, per altro veramente poco costosa, ma di grande impatto. Un’appuntamento che negli anni potrebbe diventare una consuetudine e avere ulteriori sviluppi.

Per altro l’idea non è nuova perché diverse sfilate di “modelle per caso” sono state organizzate a livello rionale e in vari posti da Flavia Kvesto, madrina della kermesse, ormai esperta nel settore. Ma come tutte le idee ben riuscite si può sempre migliorare e trarre ispirazione per qualcosa di coinvolgente. Per questo molti commercianti si sono resi disponibili a partecipare con entusiasmo.