L’appello di Monica Canciani: «Aiutiamo i figli e la vedova di Paolo Casalicchio» | monicacanciani.it

L’appello di Monica Canciani: «Aiutiamo i figli e la vedova di Paolo Casalicchio»

L’appello di Monica Canciani: «Aiutiamo i figli e la vedova di Paolo Casalicchio»

Da TriesteCafe – La consigliera comunale di Trieste Monica Canciani ha lanciato un appello per aiutare i figli e la vedova di Paolo Casalicchio, triestino d’adozione deceduto a seguito di un cancro e molto amato dalla cittadinanza.

«Piango la scomparsa di Paolo Casalicchio, amico e triestino d’adozione. Vi chiedo di leggere fino in fondo perchè questo post è importante. Tanti triestini lo avevano conosciuto proprio grazie al gruppo Trieste #sepolfar, quando Paolo, innamorato di Trieste, aveva deciso di trasferirsi qui dal Piemonte con tutta la famiglia, per aprire stabilmente la sua attività. Paolo, infatti, era presente ad ogni fiera, ogni mercatino, con il suo banchetto di salumi, girava tutta l’Italia, ma poi ha scelto Trieste e ha aperto un chiosco in piazza Sant’Antonio Nuovo di fronte alla Chiesa, vendendo delle ottime focacce. I triestini lo hanno accolto con calore e affetto fin da subito e ogni volta che chiedeva informazioni su Trieste #sepolfar era sommerso di consigli. Eravamo diventati amici e ho sempre cercato di aiutarlo. Poi la triste notizia del cancro, l’abbandono dell’attività che amava e il ritorno ad Orbassano. Da quel giorno, ogni tanto ci scrivevamo messaggi, ed era anche tornato a Trieste, nonostante la malattia, per rivederla ancora una volta. Ha sempre cercato di mantenere il buon umore e sul suo profilo scriveva sempre messaggi d’amore alla moglie e alla famiglia. Ora, dopo due anni di lotta, lascia la moglie senza un lavoro e 4 figli, tra cui una bambina di 11 anni. La situazione è disperata e gli amici hanno organizzato una raccolta fondi per aiutarli. Vi prego di donare anche voi quello che potete a questo link

Sul suo profilo ha scritto “MAI MOLLARE”, adesso è il momento di ricambiare il suo amore per Trieste! Caro Paolo, io ti ricordo così!»